Il Bouquet di riso, conchiglie e peperoncino

Pubblicato il 29 febbraio 2012

 

Origami è il termine giapponese che si riferisce all’arte di piegare la carta grazie alla cui versatilità è possibile realizzare fantasiose e policrome creazioni.

Per un matrimonio che desideri essere delicatamente originale, il consiglio è di osare con un accessorio che regali alla classicità dell’abito da sposa un sapore particolare, come un bouquet dal profumo orientale. Abbandonando la tradizione dei fiori freschi, ci si può lasciare andare a stuzzicanti alternative utilizzando la carta di riso, con la quale il popolo nipponico è solito creare, tra gli innumerevoli oggetti decorativi, fiori dalla meravigliosa consistenza e perfezione estetica.

Una composizione floreale con carta crespa o di riso potrebbe dare vita a un romantico bouquet alternativo, in compagnia del quale trascorrere momenti indimenticabili senza la preoccupazione che i fiori possano sciuparsi.

I fiori secchi si prestano, allo stesso modo, alla realizzazione di incantevoli mazzolini d’autore, delicati ma capaci di durare, se ben conservati, oltre il giorno delle nozze.

Per la sposa che desideri sbizzarrirsi con materiali insoliti, una piacevole alternativa è costituita dalle spille con le quali comporre un pregiato bouquet, completato da eterei pizzi e idilliache farfalle di strass in volo.

Per le amanti del mare, suggeriamo le conchiglie che, disposte armonicamente l’una accanto all’altra, creeranno candidi e suggestivi paesaggi marini, il cui profumo accompagnerà la sposa nel giorno del suo matrimonio.

Chi predilige la natura e le sue invitanti atmosfere, potrà utilizzare la frutta, scegliendo l’arancio allegro dei mandarini cinesi unito alle tonalità castane di ondulati rami decorativi, che produrranno nell’insieme un sicuro effetto cromatico.

Come piccante alternativa, un bouquet di peperoncini rossi per donare alle nozze una nota di purpurea vivacità.

I fiori di seta sostituiscono efficacemente la tradizione dei fiori freschi, creando, con l’aggiunta di pietre colorate, un insolito mazzo di morbide rose da conservare all’infinito.

Per una sposa sportiva e fantasiosa, proponiamo, infine, un simpatico bouquet di bottoni, accompagnato da morbide coreografie in feltro ed evanescenti piume di contorno.

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Bomboniere EquoSolidali: oltre le Nozze c’è di Piu’

Pubblicato il 27 luglio 2011

 

L’organizzazione di un matrimonio comporta piacevoli incombenze a cui gli sposi dedicano tempo e aspettative per prepararsi alla giornata che rimarrà nella loro memoria in maniera indelebile.

L’allestimento dei fiori, la decisione del ristorante dove poter dividere momenti importanti con familiari e amici, il vestito da sposa. Come tradizione comanda, l’usanza nuziale impegna i fidanzati nella ricerca di un oggetto speciale da regalare agli invitati come ricordo del significativo evento.

Il giro dei negozi è d’obbligo in questo caso per poter arrivare alla faticosa scelta che riesca a mettere d’accordo entrambi. Ultimamente molti sposi si indirizzano verso le bomboniere equosolidali, che contribuiscono alla realizzazione di progetti significativi rivolti al miglioramento delle condizioni di vita materiali e psicologiche di molte persone in difficoltà.

Un modo eccellente per aiutare chi troppo spesso non ha cibo con cui sostentarsi ed è costretto a compiere molti chilometri per trovare l’acqua per poter sopravvivere.

Save The Children è l’associazione che si occupa dei bambini meno fortunati e porta avanti importanti iniziative che si concretizzano nella distribuzione di medicinali e vaccini, viveri e i mezzi di prima necessità in grado di salvare la vita a molti.

Tra le bomboniere adatte per qualsiasi cerimonia ed ideali per un matrimonio ci sono diverse possibilità di scelta.

La colorata e allegra cartolina accompagnata da un certificato di donazione o il foglio di carta pergamenata il cui testo spiega in maniera esaustiva ed emotivamente coinvolgente gli obiettivi dell’associazione. Per finire, la scatolina porta confetti color avorio, graziosamente sigillata da un nastro rosso, da confezionare a casa e con bigliettini personalizzabili. Sul retro i ringraziamenti per la solidarieta’ dimostrata verso i bambini di tutto il mondo.

Ogni bomboniera costa cinque o sei euro, a seconda della scelta effettuata. Si ordinano via web ed arrivano entro dodici giorni.

Da osservare con attenzione la lista nozze dei desideri attraverso la quale potranno arrivare nelle zone più povere del pianeta preziosi regali per  la nutrizione, la salute e l’educazione dei bambini.

Io posso testimoniare l’efficienza, la gentilezza e la serieta’ della ragazza responsabile.

www.savethechildren.it

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Audrey: due Matrimoni e un Abito

Pubblicato il 24 giugno 2011

 

Vesito sposa Audrey Hepburn

Quando si pensa a una bellezza elegante e piena di stile viene in mente subito lei: Audrey Hepburn. Ha incantato milioni di persone, indistintamente uomini e donne, entrando nei sogni dei primi e divenendo un’icona di perfezione per le seconde. Sono poche le attrici che hanno ottenuto nel tempo consensi e apprezzamenti da entrambi i sessi come ha fatto lei.

Ci ha fatto sognare e commuovere nei suoi film, come Colazione da Tiffany, Vacanze Romane, Sabrina, e la sua bravura era accompagnata da uno stile ineccepibile, un’eleganza senza eguali, nella quale la discrezione sulla vita privata ha giocato un ruolo fondamentale. D’altra parte la riservatezza è una delle caratteristiche dell’eleganza, aspetto che oggi sembra sia stato relegato nella soffitta delle ville dei cosiddetti divi, che ci tengono al corrente più delle loro relazioni amorose che della loro carriera, probabilmente perché fondano la seconda sulla riuscita, o l’alternarsi, delle prime.

Mettendo da parte la vena polemica, occupiamoci della vita privata di Audrey Hepburn, questa Donna, con la d maiuscola, che ebbe quattro grandi amori, ma ne sposò solo due.

James Hanson fu il primo, il grande amore, che finì con l’annullamento delle nozze pochi giorni prima, nel 1952. Due anni dopo, a settembre del 1954, il primo matrimonio, con Mel Ferrer. L’abito, di Hubert de Givenchy, era semplice, corto, quasi casto, e tra i capelli una semplice coroncina di fiori. L’attrice si rivolse di nuovo a Givenchy quando sposò lo psicanalista romano Andrea Dotti nel 1969. Anche questa volta la semplicità ha fatto da padrona. Il bianco tubino cortissimo era accompagnato da una sorta di cappuccio che si allacciava sotto il mento, e ai piedi delle ballerine, in perfetto stile con la moda del periodo. L’ultimo uomo, e amore che l’accompagnò fino alla morte, fu l’attore Robert Wolders con il quale convisse senza sposarsi.

Ma Audrey Hepburn è ricordata anche per gli anni che dedicò alla beneficenza e al volontariato, ricoprendo il ruolo di ambasciatrice speciale dell’Unicef dal 1988. Però il primo vero atto di beneficenza l’attrice lo fece giovanissima, e il protagonista fu il suo vestito da sposa. Infatti all’epoca del fidanzamento con James Hanson, approfittando delle riprese di Vacanze Romane, la Hepburn andò dalle sorelle Fontana per farsi cucire l’abito da sposa. Questo era sontuoso e ricco di particolari; un vero vestito da favola! Quando il matrimonio venne annullato l’attrice decise di non ritirare l’abito, e chiese alle stiliste di donarlo a una ragazza povera ma bella che stava per sposarsi. Venne indetto un concorso radiofonico, e l’abito fu vinto da una giovane che stava per sposarsi con un contadino della provincia di Latina. Per la donna quell’abito rappresentò il portafortuna per un matrimonio povero ma felice, e tenendo fede alla condotta di vita della Hepburn, riconsegnò il famoso abito che è stato messo recentemente all’asta, e il ricavato è stato devoluto alla Audrey Hepburn Children’s Foundation.

Audrey Hepburn, una Donna esempio di stile e bontà, perfetta in ogni momento della sua vita. Perché in fondo la perfezione è anche questo: avere la capacità di donare il proprio abito da sposa a chi non può permettersene uno e far vivere un giorno da favola a chi le favole le ha sempre e solo lette nei libri.

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Prima o poi mi sposo: professione Wedding planner

Pubblicato il 2 marzo 2011

 

Galeotto fu “Prima o poi mi sposo” (libera traduzione di “The Wedding Planner“), film del 2001 con la “caliente” Jeniffer Lopez che – perpetuamente trafelata – intreccia le proprie vicende sentimentali alle soddisfazioni/problematiche generate dal suo lavoro: organizzare matrimoni. Ruolo certamente basato sull’empatia che s’instaura con la coppia (o quanto meno con la futura sposa) e che si sostanzia nella consulenza a 360° verso chi si appresta a convolare a giuste nozze, se non anche nei confronti delle rispettive famiglie dei promessi.

Professione assai diffusa negli Stati Uniti e che qui in Italia, dove la pellicola della cantante/attrice newyorkese ha funto da volano, ha preso piede nell’ultimo decennio. Il cliente che si rivolge ad un wedding planner (anche se per entrambi i latori sarebbe il caso di parlare al femminile), indiscutibilmente non lascia nulla al caso ed è verosimilmente animato dalla voglia di meravigliare chi parteciperà alla cerimonia e di essere stupito dalle proposte di chi lo aiuterà a confezionarla.

E qui entra in campo la genialità/managerialità della nuova figura imprenditoriale che si occupa del matrimonio curandone tutti gli aspetti: dalla ricerca all’allestimento della location, a quella dell’abito bianco per il giorno del sì, fino ad arrivare al ricevimento vero e proprio, alle bomboniere ed al successivo ed agognato viaggio di nozze.
Per tutte le tasche. Perché il Wedding Planner è un professionista alla stregua di quelli di altri settori ed ha diritto ad una parcella che si affianca alla percentuale pagata dai fornitori prescelti. Ma tra le sue doti vi deve essere la capacità di ottimizzare la spesa, poiché la consulenza va offerta anche quei clienti che si presentano con budget più modesto. La differenza la fa spesso la disponibilità che si concede alla coppia: c’è chi si rende reperibile h24, 7 giorni su 7, pronto ad accorrere ad una chiamata dei futuri sposi. Il confronto di idee deve avvenire, infatti, preferibilmente dove costoro desiderano, salvo che la presenza fisica – per una particolare problematica – non si necessaria altrove.

Il web pullula di siti di agenzie di Wedding Planner con sede un po’ in ogni dove in Italia. Spesso con una fascia dell’home page che invoglia gli stranieri a dire sì nel Bel Paese: a Roma piuttosto che sui colli, in Costiera Amalfitana o Costa Smeralda piuttosto che in Salento o in Sicilia.
Come pure di blog in cui le nubende espongono i propri crucci e chi ci è già passata rassicura o sprona a porre l’attenzione su un particolare aspetto che, magari a sorpresa, può risultare l’anello debole del percorso. Ma non c’è da preoccuparsi. Brulicano libri e corsi che garantiscono un livello sempre più qualificato di chi si appresta a diventare un novello Wedding Planner.

Rivolgersi ad un wedding planner, che può sembrare una spesa in più, spesso contribuisce invece a contenere le spese, perché, se il professionista sa il fatto suo, la sua parcella è compensata dal risparmio sui vari aspetti dell’organizzazione che saprà consigliare.
Quindi non scartate l’ipotesi, se siete immersi nei preparativi per il matrimonio. Rivolgetevi pure al nostro personale che saprà consigliarvi in materia e magari indicarvi un professionista di sua fiducia.

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