Galeotto fu “Prima o poi mi sposo” (libera traduzione di “The Wedding Planner“), film del 2001 con la “caliente” Jeniffer Lopez che – perpetuamente trafelata – intreccia le proprie vicende sentimentali alle soddisfazioni/problematiche generate dal suo lavoro: organizzare matrimoni. Ruolo certamente basato sull’empatia che s’instaura con la coppia (o quanto meno con la futura sposa) e che si sostanzia nella consulenza a 360° verso chi si appresta a convolare a giuste nozze, se non anche nei confronti delle rispettive famiglie dei promessi.

Professione assai diffusa negli Stati Uniti e che qui in Italia, dove la pellicola della cantante/attrice newyorkese ha funto da volano, ha preso piede nell’ultimo decennio. Il cliente che si rivolge ad un wedding planner (anche se per entrambi i latori sarebbe il caso di parlare al femminile), indiscutibilmente non lascia nulla al caso ed è verosimilmente animato dalla voglia di meravigliare chi parteciperà alla cerimonia e di essere stupito dalle proposte di chi lo aiuterà a confezionarla.

E qui entra in campo la genialità/managerialità della nuova figura imprenditoriale che si occupa del matrimonio curandone tutti gli aspetti: dalla ricerca all’allestimento della location, a quella dell’abito bianco per il giorno del sì, fino ad arrivare al ricevimento vero e proprio, alle bomboniere ed al successivo ed agognato viaggio di nozze.
Per tutte le tasche. Perché il Wedding Planner è un professionista alla stregua di quelli di altri settori ed ha diritto ad una parcella che si affianca alla percentuale pagata dai fornitori prescelti. Ma tra le sue doti vi deve essere la capacità di ottimizzare la spesa, poiché la consulenza va offerta anche quei clienti che si presentano con budget più modesto. La differenza la fa spesso la disponibilità che si concede alla coppia: c’è chi si rende reperibile h24, 7 giorni su 7, pronto ad accorrere ad una chiamata dei futuri sposi. Il confronto di idee deve avvenire, infatti, preferibilmente dove costoro desiderano, salvo che la presenza fisica – per una particolare problematica – non si necessaria altrove.

Il web pullula di siti di agenzie di Wedding Planner con sede un po’ in ogni dove in Italia. Spesso con una fascia dell’home page che invoglia gli stranieri a dire sì nel Bel Paese: a Roma piuttosto che sui colli, in Costiera Amalfitana o Costa Smeralda piuttosto che in Salento o in Sicilia.
Come pure di blog in cui le nubende espongono i propri crucci e chi ci è già passata rassicura o sprona a porre l’attenzione su un particolare aspetto che, magari a sorpresa, può risultare l’anello debole del percorso. Ma non c’è da preoccuparsi. Brulicano libri e corsi che garantiscono un livello sempre più qualificato di chi si appresta a diventare un novello Wedding Planner.

Rivolgersi ad un wedding planner, che può sembrare una spesa in più, spesso contribuisce invece a contenere le spese, perché, se il professionista sa il fatto suo, la sua parcella è compensata dal risparmio sui vari aspetti dell’organizzazione che saprà consigliare.
Quindi non scartate l’ipotesi, se siete immersi nei preparativi per il matrimonio. Rivolgetevi pure al nostro personale che saprà consigliarvi in materia e magari indicarvi un professionista di sua fiducia.